47° Sinodo Diocesi di Milano

Il sinodo è, nella vita della Chiesa cristiana, una riunione di rappresentanti delle diverse chiese locali, per raggiungere un consenso attorno a un argomento riguardante la fede o per prendere decisioni di natura pastorale.
Il 4 novembre 1993 si inaugurò ufficialmente il 47° Sinodo diocesano dell’arcidiocesi di Milano, l’ultimo, per il momento, della serie, iniziata nel 1564.
Le sessioni si tennero in Duomo, oppure nel salone dell’Istituto gesuita Leone XIII. Parteciparono 647 persone tra sacerdoti, teologi, vescovi ausiliari, rappresentanti di associazioni e movimenti (soprattutto quelli legati alle dinamiche parrocchiali). Gli atti del sinodo furono approvati tra il 6 ed il 16 dicembre 1994 con 521 placet e promulgati ufficialmente il 1 febbraio 1995.
Il risultato del Sinodo 47° fu un volume di 750 pagine, compreso l’indice, articolato in diverse sezioni. Il Sinodo 47° confermava l’impostazione tradizionale di centrare sulla parrocchia l’intera pastorale del territorio.

Qui di seguito i paragrafi 274 e 275 del Cap. XV° – Pastorale del tempo libero, turismo e sport.
E il paragrafo 228. del Cap. XI – Pastorale giovanile e oratorio

274. Lo sport

§ 1. La diffusa presenza dello sport nella vita quotidiana dei singoli e della società e il fatto che le manifestazioni sportive e i contesti in cui si svolgono veicolino un’immagine di uomo fortemente incisiva soprattutto sui comportamenti dei giovani, degli adolescenti e dei ragazzi, rende necessaria da parte della nostra Chiesa, non solo un’opera di costante dialogo e di orientamento nei riguardi di coloro che sono coinvolti, a diverso titolo, nel mondo dello sport, ma anche un’opera di formazione e di sensibilizzazione di tutti i fedeli, presbiteri e consacrati compresi, e della famiglia, nei confronti della dimensione sociale e culturale che lo sport ha assunto in questi ultimi anni.

§ 2. Di fronte al fenomeno della commercializzazione e spettacolarizzazione che investe lo sport e che si riflette sull’intera vita della società e dell’uomo d’oggi, è necessario che tutti i cristiani, soprattutto coloro ai quali sono affidati compiti educativi e di guida, prendano maggiormente coscienza della complessità e della varietà dei problemi e dei valori o disvalori che entrano in gioco e che hanno incidenza positiva o negativa sulla stessa opera di evangelizzazione e sulla personalità dell’uomo e della donna di oggi.

§ 3. La Chiesa ambrosiana riconosce l’importanza della pratica sportiva, soprattutto a livello dilettantistico e amatoriale, per la formazione della persona umana e per questo ne inserisce le istanze formative ed educative nei progetti pastorali delle parrocchie, degli oratori (cf cost. 228), delle scuole, delle associazioni, dei movimenti. Essa inoltre sostiene l’associazionismo sportivo quale significativa forma di collaborazione con altre persone e di sensibilizzazione all’impegno comunitario e sociale. Curerà anche peculiari proposte di vita cristiana rivolte agli sportivi professionisti e semi-professionisti e alle loro organizzazioni.

275. Le strutture diocesane per la pastorale del tempo libero, turismo e sport

§ 1. Per coordinare la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, la Chiesa diocesana si avvale di un apposito ufficio, i cui principali compiti sono:
a. promuovere un’adeguata riflessione sul significato culturale, sociale, etico ed ecclesiale di questi fenomeni;
b. sostenere le parrocchie, le scuole cattoliche, le associazioni, i gruppi e i movimenti nella programmazione delle attività pastorali in questi settori, compresa la promozione di pellegrinaggi;
c. coordinare le iniziative finalizzate alla formazione degli animatori degli stessi settori;
d. offrire un servizio di consulenza per tutti i problemi connessi a queste attività.

§ 2. Nell’espletamento dei suoi compiti l’ufficio si avvale della collaborazione di apposite commissioni e consulte che contemplino la presenza di organismi ed esperti del campo.

 

228. Lo sport in oratorio

  • 1. La pratica sportiva può assumere una rilevante valenza pedagogica se intesa correttamente e non ridotta a fatto agonistico o a semplice riempitivo del tempo libero. Significativi elementi educativi dello sport possono essere individuati nel campo dello sviluppo psicofisico e delle relazioni interpersonali, nei comportamenti che chiedono sacrificio di sé, lealtà, autocontrollo, perseveranza nel raggiungere un obiettivo, nella gratuità e nel disinteresse di chi coglie nello sport un’occasione per migliorare sé e gli altri. In questa prospettiva l’oratorio promuove l’attività sportiva come un servizio alla vita dei ragazzi e dei giovani, nell’ambito dell’attenzione che la Chiesa ambrosiana riserva allo sport (cf cost. 274). L’educazione attraverso lo sport, proposta non solo ai ragazzi, ma anche alle ragazze, preveda strutture adeguate alle differenti esigenze.
  • 2. L’oratorio affida questo compito agli animatori sportivi che hanno il serio impegno di conoscere e condividere il progetto educativo e di applicarlo a questa attività senza isolarla dalle altre. La loro formazione va curata in modo specifico.
  • 3. Per facilitare il raggiungimento di questi obiettivi educativi è necessario che gli oratori e gli enti di promozione sportiva di ispirazione cristiana (quali il Centro sportivo italiano, la Polisportiva giovanile salesiana) sviluppino idonee collaborazioni e sinergie.
  • 4. La parrocchia valuti attentamente l’opportunità e la compatibilità della presenza di società sportive nelle strutture dell’oratorio. Esse infatti, soprattutto se legate a federazioni sportive nazionali, hanno ritmi, tempi ed obiettivi non sempre in sintonia con quelli dell’oratorio. Qualora si ritenga opportuna tale presenza, come pure per regolare situazioni già esistenti, si pervenga alla sottoscrizione di apposite convenzioni, avvalendosi della consulenza degli appositi uffici di curia e ottenendo le necessarie autorizzazioni.
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